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Associazione Volontariato Emofilici e Similemofilici
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Progetto Insieme per crescere 2012/2013: Cambiando il risultato dei fattori il risultato non cambia

Insieme per crescere progettualità 2011/2012

Proseguendo le attività degli anni passati che hanno visto le famiglie dei giovani emofilici impegnate in un progetto di crescita individuale e genitoriale, con l’obiettivo specifico di imparare a convivere con la patologia, accettandola in maniera consapevole e per quanto possibile equilibrata, l’Associazione ha organizzato per l’annualità 2011/2012 il Progetto Insieme per crescere.

All’intervento medico nella cura dell'emofilia si affianca, un percorso psico-pedagogico che, con modalità diverse, stimola e produce nei protagonisti del progetto abilità e competenze indispensabili ad una efficace gestione della patologia in bambini e adolescenti che stanno crescendo e si stanno formando quali individui il cui compito è “l’emancipazione”. L’individuo emancipato è colui che si evolve, che cresce, che sceglie, che si fa spazio, che esprime i propri bisogni e che agisce per soddisfarli; emanciparsi vuol dire affrontare e non soccombere, non ci sono figli emancipati se non ci sono genitori competenti.

I bambini e gi adolescenti del gruppo potranno sperimentare un laboratorio teatrale, che prevede un lavoro sul corpo, sulla voce, improvvisazioni guidate, lavoro su testi elaborati dagli allievi e non, preparazione alla messa in scena dell'esito finale aperto al pubblico.

Il Progetto si snoda in due percorsi paralleli che con figure professionali specifiche promuovono nei genitori e nei figli la competenza, l’autonomia e la fiducia, indispensabili al benessere reciproco.

La struttura del Progetto prevede incontri a cadenza mensile di tre ore ciascuno, sia con i genitori che con i bambini/adolescenti.

PERCORSO PER I GENITORI
Obiettivi per i genitori

1. accogliere le famiglie al fine di eliminare la sensazione di solitudine di fronte alla patologia
2. promuovere la condivisione di situazioni problematiche legate alla patologia e le seguenti azioni finalizzate ad un efficace gestione delle stessa
3. stimolare l’empatia quale condizione che permette agli individui di aiutarsi vicendevolmente
4. aumentare le competenze genitoriali
5. aumentare le competenze relazionali
6. stimolare la consapevolezza di sé
7. stimolare la capacità di gestire le proprie emozioni


Risorse umane

Dott.ssa Maria Domenica Losio
(pedagogista, pedagogista clinica, counselor educativo, formatore di educazione famigliare)


PERCORSO PER I BAMBINI/ADOLESCENTI

Obiettivi per i bambini/adolescenti

1. stimolare l’espressione, la percezione e la condivisione delle proprie emozioni
2. stimolare l’espressione e la condivisione di situazioni legate alla patologia
3. favorire l’accettazione di sé e del proprio corpo
4. stimolare l’empatia
5. individuare la difficoltà ad esprimere alcune emozioni quali l’aggressività
6. stimolare la consapevolezza di sé: prendere coscienza della propria storia di vita

Risorse umane

Dott.ssa Francesca Zucchini
(psicologa, psicologa clinica, psicoterapeuta)

Risorse umane
Franca Tragni
Progetti & Teatro
Associazione Culturale


LABORATORIO TEATRALE a. 2011/2012
Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia?

Nell’ambito del progetto dedicato ai giovani pazienti emofilici, dai 3 ai 17 anni, per l’anno in corso l’AVES ha organizzato un laboratorio teatrale condotto dalla regista Franca Tragni.

Il corso di teatro prevede una prima parte puramente laboratoriale, attraverso la quale si possano capire le dinamiche del gruppo, ma soprattutto le potenzialità, la creatività e le esigenze individuali e collettive. Nel secondo periodo si lavorerà sul consolidamento di tali esperienze e sulla progettualità finalizzata allo spettacolo finale aperto al pubblico.
Tutto il percorso del laboratorio teatrale prevederà giochi, esercizi, improvvisazioni e drammatizzazioni che serviranno per acquisire una maggiore consapevolezza dell’uso del corpo della voce e delle potenzialità personali e corali.
- Presa di coscienza del proprio corpo e della propria voce
- Relazione con lo spazio, inteso come possibilità e non come limite
- Ascolto di sé, delle proprie emozioni, dei propri corpo e voce, per scoprire naturalmente le proprie attitudini e metterle poi al servizio di una comunicazione efficace
- Relazione con l’altro, inteso come lavoro di gruppo, con esercizi corali
- Lavoro di improvvisazione fisica e verbale, su stimoli dati, per creare storie, testi, partiture fisiche, ecc..
- Lavoro su testi già esistenti e drammatizzazione
- Scrittura di testi originali, partendo dagli stimoli, dalle dinamiche e dalle esigenze nate dal gruppo

Lo spettacolo dal titolo Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia? è stato messo in scena per la prima volta in occasione della Giornata mondiale dell’Emofilia Domenica 22 aprile 2012 nel teatro di Mirabilandia.
E’ stato poi replicato:
17 maggio 2012 Istituto scolastico Fra Salimbene Parma
23 maggio 2012 Teatro Comunale di Fontanellato (PR)
03 giugno Colorno (PR) Festa Noi per Loro
05 dicembre 2012 Scuola Primaria Don Milani Castelnuovo Rangone (MO)
19 maggio 2013 Assemblea annuale dei soci Parma Golf & Country Club di Vigatto (PR)

Franca Tragni
Usare l'ironia per parlare di un problema serio è a mio parere la capacità di "leggere oltre" la situazione e di conquistarne il distacco per viverla con un sorriso.
Il coraggio e la forza interiore che questi ragazzi dimostreranno salendo sul palco sono anche frutto del desiderio di "condividere" per accorciare le distanze e come diciamo nello spettacolo per "fare a mezzo con i compagni di viaggio di ciò che si è portato".
Il corso di teatro ha previsto una prima parte puramente laboratoriale, attraverso la quale ho cercato di capire le dinamiche del gruppo, ma soprattutto le potenzialità, la creatività e le esigenze individuali e collettive.
Nel secondo periodo ho lavorato sul consolidamento di tali esperienze e sulla progettualità finalizzata allo spettacolo finale aperto al pubblico.
Durante il percorso abbiamo fatto giochi, esercizi, improvvisazioni e drammatizzazioni, che servono per acquisire una maggiore consapevolezza dell’uso del corpo, della voce e delle potenzialità personali e corali.
L’ascolto di sé, delle proprie emozioni, del proprio corpo e della voce, consente di scoprire naturalmente le attitudini di ciascuno per metterle poi al servizio di una comunicazione efficace.
Dagli stimoli, dalle dinamiche e dalle esigenze nate dal gruppo siamo quindi arrivati a scrivere testi originali.